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La prova privata della performance


di Membro VIP di Annunci69.it Biancamante
02.09.2025    |    2.440    |    5 9.8
"” “Arturo, passa la fotocamera a uno di loro, vieni da me, adesso tocca a te”..."
La prova privata della performance

Quella che si svolse quella sera non era ancora la performance destinata al pubblico.
Bianca aveva deciso di organizzare una prova generale a porte chiuse, lontano dagli sguardi
di estranei, per testare la forza e i limiti del progetto. Non voleva sorprese durante la vera
esibizione, prevista per settimane più avanti, in un loft sotterraneo pieno di curiosi e critici
d’arte.
Per questo aveva scelto la casa di un amico fidato, padrone di un grande appartamento, e
aveva invitato solo quattro uomini: conoscenti intimi, complici perfetti per mettere in scena
senza censure la parte più estrema. A loro si aggiungeva Arturo, il fotografo fidato, incaricato
di documentare ogni passaggio con i suoi scatti partecipati.
Niente pubblico ufficiale, niente luci da galleria: solo un tavolo grande al centro della stanza,
coperto da un telo bianco. Sopra, un assortimento di oggetti: corde, piume, olii, candele, un
frustino…. e naturalmente le protagoniste della serata: zucchine, cetrioli e carote fresche.
Bianca, elegantissima, era arrivata in tubino verde e sandali dorati. Con lei c’era Arturo, il
fotografo, che avrebbe documentato ogni cosa. Gli spettatori, stavolta, erano solo quattro
uomini: amici fidati, pronti ad assistere a quella che lei definì “la prova generale”
.
“Stasera vi lascio fare. Io sarò il corpo, voi gli attori. Alla fine capiremo se funziona”.
Senza altre parole, Bianca si spogliò lentamente, rimanendo completamente nuda. Si sdraiò
sul tavolo, le gambe leggermente divaricate, le braccia lungo i fianchi.
“Iniziate”.
Il primo prese una zucchina e la fece scivolare lungo l’interno coscia, fino alla figa già umida.
Non esitò: la spinse dentro, lenta ma decisa. Bianca gemette, serrando i denti, mentre il
fotografo scattava.
Il secondo scelse una carota, più sottile. Le passò un po’ di olio e gliela infilò nell’ano,
spingendo a fondo. Bianca si contrasse, ma non protestò: anzi, sollevò appena il bacino,
come per invitarlo.
Il terzo raccolse un cetriolo, lo bagnò di saliva e glielo portò alle labbra. Bianca aprì la bocca,
succhiandolo piano, come fosse un cazzo. La scena era già carica: figa piena di zucchina,
culo tappato dalla carota, bocca occupata dal cetriolo.
Il quarto uomo, il padrone di casa, prese un secondo cetriolo, ancora più grosso. Glielo
spinse accanto alla zucchina, dentro la vagina già dilatata. Bianca urlò, il corpo tremava, ma
non si mosse: li lasciava fare, come promesso.
Arturo fotografava ogni dettaglio: la pelle lucida, i liquidi che colavano, gli ortaggi che
entravano ed uscivano. Bianca gemeva sempre più forte, e gli amici prendevano coraggio,
spingendo con più ritmo. La zucchina e il cetriolo alternati nella figa, la carota che riempiva il
culo, la bocca occupata: un uso totale, brutale, eppure meravigliosamente sensuale.
Il primo orgasmo esplose violento: il corpo di Bianca si arcuò, i succhi colarono lungo le
cosce, gli ortaggi bagnati schizzarono fuori e rientrarono, spinti senza tregua. Lei gemeva
forte, senza più freni, ansimando come un animale in calore.
Quando si fermarono, esausti, scoppiò un applauso spontaneo. La “prova generale” era
stata un successo: la vera performance, davanti a un pubblico, sarebbe stata devastante.
Bianca si rialzò dal tavolo, il corpo ancora tremante, e sorrise ai quattro amici.
“Vi siete comportati bene. Ora meritate un premio.”
Li fece sedere in fila sul divano. Si inginocchiò davanti al primo, gli sbottonò i pantaloni e gli
prese il cazzo in bocca, succhiando profondo fino a farlo gemere. Uno dopo l’altro, li fece
godere con pompini intensi, passando dall’uno all’altro con avidità.
Poi si piegò sul tavolo, mostrando il culo ancora dilatato.
“Adesso scopatemi. Riempitemi come avete fatto con le verdure. Voglio lo sperma dentro.”
Non ci fu bisogno di ripeterlo. Uno la prese in figa, spingendo forte, mentre un altro la
penetrava in culo, senza esitazioni. Bianca urlava, godendo, mentre gli altri due le
riempivano la bocca. Veniva usata da tutti, come un giocattolo, e ne godeva senza pudore.
Uno dopo l’altro, gli uomini vennero: nelle sue morbide labbra, dentro la sua avvolgente fica,
nel suo buco del culo. Bianca accolse ogni goccia di sperma, ansimando felice, piena in ogni
orifizio. Quando fu finita, crollò sul tavolo, esausta ma soddisfatta e sorridente.
“Perfetto… se la prova è stata così, immaginate la performance vera.”
“Arturo, passa la fotocamera a uno di loro, vieni da me, adesso tocca a te”.
Disse Bianca ripulendosi la bocca dallo sperma.
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